Ci sono giornate che, più di altre, riescono a catturare lo spirito profondo di un progetto. Giornate in cui la musica non è solo suono, ma diventa dialogo, ispirazione, scoperta. Domenica 17 novembre è stata esattamente così: un intreccio di emozioni, talenti e storie che hanno dato nuova energia al percorso dei giovani del progetto LWGT.
Al Piccolo Teatro de La Fabbrica dei Ricordi Felici di Monterotondo, l’atmosfera si è accesa sin dal primo pomeriggio grazie alla musica e ai racconti di Giovanni Bocci e Luca Menicucci.
Ad aprire il concerto sono stati i giovani del progetto Learn With Giovanni Todaro, che hanno interpretato un brano di Gino Paoli in un raffinato arrangiamento del Maestro Giovanni Todaro: elegante, emozionante e capace di trascinare il pubblico immediatamente nel cuore del tema della serata.
Tra voce, chitarra e flicorno, è nato un omaggio autentico e sentimentale ai cantautori genovesi e al loro patrimonio di canzoni indimenticabili, un viaggio musicale ricco di sfumature che ha saputo catturare l’attenzione — e il cuore — di tutti i presenti.

La magia della sera: Etoile23 Swing Night
Poi, come se la giornata avesse deciso di superare sé stessa, tutto si è trasformato ancora una volta. Alla Etoile23 Swing Night, il palco ha preso vita con l’energia travolgente di THE JEEPERS, guidati dal carismatico Giorgio Cùscito e impreziositi dalla presenza straordinaria di Nicola Tariello.
Il loro swing ha catapultato tutti in un viaggio nel tempo: dagli anni ’30 alle atmosfere più eclettiche degli anni ’50, tra luci e voglia irresistibile di lasciarsi andare al ritmo.
Per i ragazzi del progetto, era già una festa. Ma la parte più formativa doveva ancora arrivare.
L’incontro con Nicola Tariello: un momento speciale.
Prima della serata e durante l’intervallo, abbiamo avuto il piacere di conversare a lungo con Nicola Tariello. Un artista che, oltre alla brillantezza tecnica, porta con sé la capacità di raccontare la musica in modo vivido, umano, appassionato. E lì, nella semplicità di una chiacchierata fatta di sguardi attenti e domande curiose, si è aperta una finestra preziosissima sul mondo del jazz e dello spettacolo dal vivo.
Tariello ha condiviso aneddoti e piccoli retroscena, ma anche racconti di maestri, tradizioni e scelte difficili, quegli snodi della vita artistica che solo chi vive di musica conosce davvero.
Ha spiegato ai ragazzi quanto sia fondamentale, per un trombettista, confrontarsi con realtà come quella del livello dei The Jeepers: suonare in ensemble, ascoltare, trovare il proprio spazio senza perdere l’armonia del gruppo, imparare a respirare insieme agli altri musicisti e ai ballerini.
Una lezione che va oltre la tecnica: è una forma di disciplina, rispetto e consapevolezza professionale.
Molti dei nostri giovani si sono ritrovati rapiti dai suoi racconti, scoprendo sfumature di un mestiere che spesso si immagina, ma che raramente qualcuno descrive con tanta autenticità. E quel dialogo, più di qualsiasi manuale, ha acceso una scintilla nuova: la comprensione di cosa significhi vivere la musica come vocazione.



Grazie a chi crede in questo percorso.
Ogni incontro come quello di ieri lascia un segno.
Un grazie enorme va a chi continua a sostenerci, a chi fa spazio nella propria vita per condividere con noi emozioni, conoscenze e tempo. Perché il progetto LWGT non è solo formazione musicale: è comunità, crescita, relazioni vere.
Ogni nota suonata, ogni storia ascoltata, ogni sorriso scambiato diventa un passo in più nel cammino dei nostri ragazzi — come artisti e, soprattutto, come persone.
E se ieri è stato un giorno speciale, è perché tutti insieme abbiamo ricordato che la musica, quando è vissuta con generosità, crea legami che durano molto più di un concerto.