INTERVISTA A GIUSEPPE, UN ALUNNO PARTICOLARMENTE VELOCE NELL’APPRENDIMENTO

Giuseppe, 42 anni, commercialista campano, è da sempre appassionato di musica. Nello specifico, fin da piccolo, inizia il suo approccio con le percussioni e da lì è un crescendo.
Circa quattro mesi fa ha deciso di iniziare a prendere lezioni di tromba e ha incontrato sui social il Maestro Giovanni Todaro. In questo brevissimo lasso di tempo, è riuscito a raggiungere risultati strepitosi, ed è per questo che non abbiamo trattenuto la nostra curiosità di conoscerlo meglio e fargli qualche domanda sulla sua nuova disciplina approcciata.

Cosa rappresenta per te la tromba?
La tromba per me è un nuovo approccio alla musica ed un ritorno allo studio di uno strumento musicale dopo venti anni dedicati al lavoro e lontani dalla musica.
Qual è il tuo trombettista preferito?
Non ho un trombettista preferito, a dire il vero non ne conosco nessuno. Forse solo Armstrong, che conoscono tutti, ma che comunque mi piace molto e per un periodo l’ho ascoltato parecchio.
Come mai hai scelto di approcciarti a questo strumento musicale? C’entra qualcosa la musica che ascolti?
Vedendo che “si manovra” con solo tre tasti mi ha dato subito l’idea, forse non proprio corretta, di essere uno strumento molto empatico, viscerale, che ti permette di esprimerti in modo diretto ed impulsivo, un po’ come lo strumento che già ho studiato, ovvero le percussioni. Incisivo è stato l’intervento di mia moglie, che me l’ha regalata solo per il fatto di aver io una volta esclamato: “Mi piacerebbe imparare a suonare la tromba!”. E forse gli studi già affrontati ed il genere musicale coinvolto (latin) hanno contribuito a questa scelta.
Quali sono state le motivazioni che ti hanno convinto a scegliere Giovanni Todaro come insegnante?
Giovanni Todaro mi ha trasmesso da subito empatia. Avendo apprezzato in passato il metodo di studio scolastico, mi ha ricordato le stesse sensazioni. Inoltre è una persona onesta e che insegna per passione e non per lucro, disponibile anche a sostenere più lezioni del pattuito, senza compenso, e con il solo fine della crescita dell’allievo.
Il tuo apprendimento e i tuoi progressi sono stati particolarmente veloci in questi mesi. Sicuramente è merito della tua forza di volontà e del tempo che hai dedicato allo strumento. Ci sono però anche degli elementi che ti ha fornito il maestro. Delle tecniche. Quali sono? Ha influito il fatto che sentivi affine il metodo di insegnamento?
Avendo iniziato a 42 anni a studiare la tromba, nel pieno degli impegni lavorativi e familiari, il tempo da dedicare allo studio musicale è pochissimo. Cerco di essere attento a rispettare ogni virgola impartita dal Maestro, il quale cerca in tutti i modi di proteggermi dagli errori più pericolosi ed irreversibili che possono capitare nelle varie fasi dello studio dello strumento. Sicuramente sono stato fortunato, perché in questo mi sono completamente messo nelle mani del maestro che ho incontrato, e credo di essere capitato in ottime mani.
Quali sono gli elementi giusti per un buon insegnante e un buon alunno?
Gli elementi giusti per un buon insegnante sono quelli di trovare l’empatia con l’alunno, capire i suoi punti di forza ed usarli per incentivarlo, ma anche trovare le leve per scardinare le sue remore e farlo lavorare sui suoi punti deboli. Un buon allievo invece deve rispettare il maestro, che significa eseguire quello che gli viene detto ed evitare di sottovalutare i consigli ricevuti. Poi ci sono le sfumature da cogliere durante le lezioni. Insegnare non è facile ed è fatto di nozioni, ma anche di conoscenza reciproca, di condivisione di pensieri, di ragionamenti e di emozioni, di “facce” e di umori, di chiacchierate e di saluti.

Il percorso di Giuseppe è appena all’inizio, sebbene lui proceda a gran velocità. Ciò che ci ha spinto a condividere la sua storia di vita è soprattutto il fatto che è la dimostrazione che anche da adulti si può scegliere di intraprendere un percorso lungo e impegnativo come quello di studiare uno strumento.
Giuseppe, come Fabio, Bruno e Paolo – altri alunni del Maestro che hanno iniziato in età adulta – sono persone che non hanno preconcetti e limiti culturali che li frenano nel processo di apprendimento. Tornare alunno è importante anche da grande, per capire meglio come relazionarsi con il prossimo, con sé stessi e per mantenere viva la cognizione che non si finisce mai di imparare.

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